Alfio Outdoor

ATTRAVERSO…senza lasciare tracce – 06 Agosto

/ / Outdoor, viaggio / agosto 8, 2016

Ogni giorno di più mi scopro ottimista, nulla sta funzionando come programmato, al quinto giorno di viaggio sono ancora in provincia di Bolzano, eppure questo meteo bizzarro, gli imprevisti e le emozioni che si vivono in questi luoghi, rendono la mia avventura ancora più affascinante e vera di quanto l’avessi immaginata! Per voi, probabilmente, la cosa più incredibile sarà comprendere perché non si possa volare quando splende il sole per due giorni ed il cielo è limpidissimo, perché con un diluvio è facile comprendere che la giornata non sia adatta al volo, ma quando vedete sole e non mi vedete volare significa che c’è Foen, un fenomeno ventoso che da noi si genera quando una massa d’aria umida proveniente da nord risale le Alpi in Austria generando precipitazioni, perché si raffredda secondo il gradiente adiabatico saturo, e una volta oltrepassate le Alpi scende ma avendo perso tutta l’umidità, si riscalda secondo il gradiente adiabatico secco, perciò pur proveniente da nord, ce lo troviamo qui relativamente più caldo ma anche con grandi intensità, rendendo il volo pericoloso.

Ma se non si vola si cammina ed il cammino è incontri e luoghi. Incontri che affascinano come Gabriele, pastore ladino che seduce per l’uso parco ma preciso di parole e gesti, o la disponibilità dei Fratelli, artisti del legno di Plan de Mareo, che vedendomi zoppicare per strada causa la mia caviglia gonfia per una botta rimediata al secondo giorno, mi hanno aiutato con un medicamento all’erica, oppure alla ritrosia di Ossi, allevatore di manzi di razza grigio alpina alla malga Wackererjoch alla Plose, che appena compreso che conoscevo razze e tagli di carne, nonché utilizzo delle malghe, si è lasciato andare, tutto in una semplicità ed in una spontaneità che forse la civilizzazione dei grossi centri urbani ci ha tolto, come del resto una vera cucina di tradizione! E quando parlo di civilizzazione mi riferisco al pensiero di Hermann Hesse, dove specificava la differenza fra Kultur e Zivilisation, intendendo la prima come l’insieme dei valori e dei costumi che si stratificano nel tempo ed invece la seconda come le abitudini che si modificano e si perdono con il tempo.

Che dire poi dei luoghi, La Crusc è magia pura: la meraviglia della storia, la sorpresa di vederla immersa in un prato verde ma protetta dalla maestosità del Sass de la Crusc e l’emozione di poterla vivere in modo così libero e puro!

Il MMM Corones invece è forma organica che diventa suolo, terra e montagna, è dentro la montagna ma permette la vista delle montagne, le più significative per Rainold Messner, quelle della sue prime esperienze alpinistiche e celebra gli alpinisti, non tanto le imprese o i primati, piuttosto il loro pensiero, la loro relazione con i popoli che visitavano e l’esigenza sempre più forte, dagli anni ’70 in poi, di restituire intatte le montagne!!! Ora da Plan de Corones mi sono spostato a piedi alla Plose passando per Pieve di Marebbe, Longega, Antermoia e passo delle Erbe ai piedi di un altro simbolo delle Dolomiti, il Sass de Pütia.

La mia caviglia oggi sembra decisamente meglio, quindi spero di riuscire a lasciare la Plose e raggiungere gli amici di Atelier di cucina in Val d’Ultimo.

Gabriele, pastore ladino
Norbert Niederkofler
La Crusc, nel parco di Fanes
In partenza da La Crusc
Giacca H2No dopo 5 ore diluvio dolomitico
MMM Corones
MMM Corones, osservatorio
Malga Wackererjoch e i manzi di grigio alpina liberi al pascolo
Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior! De Andrè
Caviglia gonfia, medicamenti da cuoco
Tramonto sulle Odle dal Rifugio Plose Hütte- M 2447