AUTENTICITA’

/ / Outdoor / Luglio 1, 2016

Può capitare di sentirsi attratti da un oggetto senza capirne il motivo o da un volto che ci ricorda qualcosa senza mai averlo conosciuto. Corrispondenze. Le portiamo dentro di noi, stanno in un angolo discrete, sopite, senza capire che proprio quelle cose, quei visi, compongono uno scenario che fa parte della nostra vita, fatto di luoghi che abbiamo visitato, di oggetti che nascondono storie, di relazioni con tutto ciò che ci ispira quotidianamente. Proprio come nell’incontro con Angelo:

Cuoco,  Cacciatore,  Alpinista,  Padre ferito,  Roccia.

Uomo di grande personalità, vero come gli oggetti che scandiscono il suo quotidiano – casseruole in rame, accetta, zappa – autentico come il luogo in cui abita – sulla strada per il Pordoi – ma anche capace di oscillare fra tutela della memoria e voglia di futuro, fra nostalgia e allegria. Perché quest’uomo, protagonista della montagna, forgiato dalla necessità e dalla crudeltà di un ambiente che non ammette compromessi, mi ha sorpreso facendomi dono del suo naturale talento, un meraviglioso pranzo al “Crepes de sela”, ma, soprattutto, di una sensazione di benessere che trasmette l’essenza della vita in un continuo rimando fra terra, emozioni e spirito.

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