cottura a fuoco

ATTRAVERSO…senza lasciare tracce – 08 Agosto

/ / Outdoor, viaggio / Agosto 28, 2016

Let’s fly together, avevamo pensato con Valerio, Giulio e Andrea, … ma la cosa bella è che non tutti lo pensavamo allo stesso modo, per loro il volo era rappresentato da quel sinuoso e fluido gesto che, frustando la canna da pesca, fa volare la mosca il più lontano possibile depositandola sul filo dell’acqua, finché una trota affamata non abbocchi facendo la gioia del pescatore; per me, si sa, il volo rappresentava e rappresenta una dimensione magica di comunione con gli elementi della natura, con l’energia del sole, con la bellezza del creato, con la distanza da percorrere. Ma alla fine sentivamo che tutti eravamo in armonia e questa era il bello vero!

Cosi pensavamo a Luglio mentre organizzavamo.

Ora, invece, io sono qua a 2440 m fermo sulla cima della Plose e loro sono già a Santa Valburga in Val D’Ultimo a pescare, l’appuntamento comunque è per questa sera! La giornata è bellissima, il cielo è azzurro, ma non limpidissimo,  la temperatura è mite e questo mi fa pensare che per il volo sia un po’ stabile quindi mi attardo un poco nel decollo sperando si faccia meglio.

Alle 12 .30 tuttavia decido di partire e 20 minuti più tardi sono già con i piedi per terra sul versante opposto da dove sono partito. In un batter d’occhio ripiego la vela e risalgo il versante della montagna, 1400 metri di dislivello in un ora e trenta, …penso, solo qualche giorno fa nei boschi mi sentivo perso ed ora invece e come se li conoscessi tutti, mi muovo con familiarità, sono a mio agio, procedo sicuro e questo è una sensazione che mi da piacere. Ridecollo dal rifugio Radlseehutte, e questa volta riesco a guadagnare quota fino a 3600m cosi mi dirigo velocemente verso ovest passando dal Monte Pascolo e da Cima S. Cassiano, attraverso la Val Sarentino e qui vivo un’esperienza straordinaria di volo, il cloudsurfing. Una tecnica che permette di veleggiare davanti al bordo di un cumulo-humilis guadagnando più quota rispetto al plafond di giornata, ma soprattutto vivendo delle emozioni  che oserei definire sovversive, perché toccano una dimensione che non ci appartiene, travalicano la nostra educazione che ci vorrebbe invece adeguati solo alla società terrena.  Riparto a più di 3600 di quota e raggiungo Merano2000 a 2800m di quota, qui, riesco a salire nuovamente fino alla base dei cumuli a 3100 ed inizio ad affrontare il lunghissimo traverso della Etschtal verso il S.Vigiljus, ma ci arrivo, come si dice in gergo, spianato. Non riesco a salire e decido di planare fino a S.Pancrazio dove atterro in un prato. Chiedo ad un signore quanto ci sia da S.Pancrazio a Pracupola, …sorride e mi risponde 20 km! Controllo l’ora e penso, se sono veloce alle 20.30 posso essere là! Parto con un buon passo, ho il muscolo tibiale gonfio e dolente ma dopo pochi minuti non sento più nulla, cammino, cammino finché senza nemmeno accorgermi della strada percorsa, arrivo a costeggiare un lago artificiale, il lago di Pracupola. Dalla luce percepisco che sono oramai passate le 8 di sera, ma pochi minuti dopo scorgo Giulio nel Fiume ed Andrea che sta attrezzando il fornellino su un grosso sasso di granito, sono al settimo cielo, ho raggiunto i ragazzi!!!

Di qui in poi la serata sarà memorabile, ma senza troppe cose da raccontare, una di quelle sere che si ricordano per una semplicità ricca di gesti puliti, di cose essenziali, di parole libere e di felicità vera.

Abbiamo cucinato con il poco che avevamo, Penne Ritorte Monograno Matt con Olio extravergine Uliva e null’altro, ma di cottura eccelsa; trota arrostita con erbe raccolte, sale ed una macinata di caffé incuriositi dall’ingegnoso macinino di Andrea. Abbiamo ricavato i piatti da pietre di torrente, ci siamo deliziati con tocchetti di torta al cioccolato, fatti dalla moglie di Giulio, accompagnati dalla bottiglietta di Grappa Segnana Sherry Cask e dal sigaro Locanda Margon che mi ero portato per l’occasione, ed abbiamo parlato e discusso di Thoreau e della sua straordinaria avventura descritta in Walden, vita nei boschi.

Verso le 22, sono ripartito a piedi ed ho fatto altri 10 km fino alla chiesa di Santa Gertrude dove abbiamo bivaccato!

Il giorno seguente alle 7 colazione insieme nella piazzetta della chiesa e partenza per il lago Corvo, in fondo alla valle di santa Gertrude sul versante che guarda la Val di Rabbi.